Papà Lavoro

Aiuto i Papà a Crearsi un Lavoro Online, Superando la Paura di Non Essere All’Altezza

Estate del 2009. Rientriamo a casa dopo una cena con degli amici. Subito dopo aver varcato la porta di casa, il mio umore cambia all’istante.

Divento irascibile, sono teso, rispondo male a mio figlio e lo mando a dormire.

Così… senza motivo.

O meglio, di motivi ce n’erano tanti. Solo che mio figlio non aveva colpe.⁣⁣⁣⁣⁣

Mi sentivo doppiamente sconfitto.

Avevo perso come uomo poiché nonostante tutto il mio impegno per cercare un nuovo lavoro, non riuscivo a trovare niente di dignitoso.

Avevo perso come padre perché tutte le volte che mio figlio mi chiedeva che lavoro facessi, sentivo un dolore insopportabile.

Ovviamente passai una nottata in bianco.

Vado fuori in veranda e accendo il pc.

Apro i soliti siti web per la ricerca di lavoro ed inizia lo strazio.

Lo cercano giovanissimo, ma con esperienza.

Lo cercano con esperienza, ma devi sapere anche l’aramaico.

Lo cercano che sa fare tutto, ma con la partita IVA.

Facevo due click e un sorso di Gaviscon.

Altri due click e un altro sorso di Gaviscon.

Che vergogna…

Vabbè.

Continuo a cercare.

Mi imbatto casualmente in diversi siti in cui venivano pubblicati dei focus di approfondimento sul mondo del lavoro…

… e faccio delle “scoperte” agghiaccianti.

(In realtà, col senno di poi, avevo scoperto “l’acqua calda”).

Ti scrivo qui sotto qualche dato che ho recuperato:

  • Nel 1979, l’azienda più ricca del mondo aveva oltre 850.000 dipendenti, mentre oggi l’azienda più ricca è la Apple ed ha un numero di dipendenti sei volte inferiore (circa 150.000). Ecco un paio di link: la storia della General Motors (in inglese) e lo studio realizzato da “Il Sole 24 Ore
  • Il McKinsey Global Institute ha fatto una ricerca di ben due anni e, sulla base dei dati raccolti, mi avverte che la cosiddetta “intelligenza artificiale” sostituirà il 30% del lavoro umano entro il 2030
  • Il World Economic Forum mi fa notare che entro cinque anni, una persona su due dovrà per forza aggiornare le sue competenze con un forte orientamento al digital, altrimenti non si è più appetibili per il mercato del lavoro

Minchia.

Panico.

Il digital?

No… ma io non ne capisco niente. Non sono buono per quelle cose dei social, non conosco i “sistemi operativi”, i “trucchetti”, i siti web… no no… non è per me.

Poi però, mi fermo un attimo.

Sono le 03.37 della notte e di là dormono tutti.

Mi alzo e vado a vedere in camera da letto.

Mia moglie invece è sveglia con gli occhi fissi sullo smartphone.

Mi sente sbirciare e mi fa: “Amore dai vieni…”.

Non rispondo.

Noto che in camera c’è anche il mio bambino.

Era sdraiato sul mio posto. Dormiva beato sul mio cuscino. Voleva me.

Ed io non c’ero.

Mi detestavo.

Torno in veranda, mi accendo una sigaretta, passeggio e penso.

Dopo due o tre tiri, mi fermo, resto a bocca aperta per qualche secondo…

Avevo intuito un aspetto del business online di una banalità sconcertante…

Ma perché non ci ho pensato prima?

Che cacchio stai facendo Marcello?

Perché guardi ancora ’sti cacchio di annunci di lavoro?

Se ci penso un attimo, io non mi sono mai sentito “sistemabile”.

Non riuscivo proprio a vedermi lavorare per la stessa azienda o istituzione pubblica.

L’ho sempre considerata una soluzione temporanea e, se ci pensi bene, oggi è proprio così: essere assunti per un posto e rimanerci fino alla pensione è una (s)fortuna per pochi.

Forse anche tu provi le stesse cose, o forse no.

Attenzione.

Qui non voglio suonarti presuntuoso o sognatore.

Mia moglie Judith, appena arrivata in Italia, ha iniziato a lavorare come barista in alcuni piccoli locali della zona.

Poco tempo dopo, arrivò la notizia.

Un bel giorno, le è stato detto:

Non ho bisogno che rimani tutto il giorno al bar, da domani ti dimezzo lo stipendio. Va bene?

No, non andava bene.

Judith, all’epoca, era una ragazza che aveva il sogno di diventare madre e di fare un lavoro che le desse soddisfazione e indipendenza economica, anche se faticoso.

Dopo qualche tempo e dopo aver ottenuto una certificazione, Judith è riuscita a trovare un’altra soluzione: svolge la professione di docente di spagnolo.

Ma la verità è che, anche in questo caso, si tratta di un’altra soluzione temporanea, valida fino al prossimo “disastro”.

Infatti poco dopo è arrivato il Covid.

Judith non vuole creare il suo piccolo business online. Mettersi in proprio non è per lei. Ho provato a spingerla e motivarla, ma niente da fare.

Lei preferisce essere dipendente perché ciò che ama è fare il suo lavoro ed essere pagata. Punto.

Non vuole sottoporsi allo stress di un’attività autonoma, all’ansia di dover attirare clienti, vendere prodotti o servizi per “mandare avanti la baracca”.

Forse tu sei più simile a Judith e lontano invece dalla mia mentalità. Il ché va benissimo. Non c’è una visione giusta ed una sbagliata.

Qualunque sia la tua visione, sappi che:

  • Tu hai il controllo totale della tua libertà finanziaria
  • Sei tu a scegliere il tuo viaggio e la tua storia
  • Per raggiungere la tua meta finale occorrono determinazione, volontà e costanza (ed a volte queste cose neanche bastano)
  • Il lavoro dipendente è sempre più temporaneo
  • È cambiato il “concetto” del lavoro, per cui se non ne trovi, non è colpa tua
  • Inventarsi un lavoro online serio e sostenibile è difficile
  • Il lavoro dipendente è sempre poco scalabile
  • Un business digitale è un asset estremamente scalabile

E poi, l’aspetto più importante di tutti.

Quell’intuizione un po’ “scema” che mi motivò ad intraprendere il viaggio…

Costruire un business online NON è sempre un’attività esclusiva.

Significa che, se sei come mia moglie Judith e scegli di lavorare per un’azienda, puoi ANCHE creare un’attività digitale “secondaria” (della serie “non si sa mai…”).

È un modo di pensare più intelligente secondo me.

Ma non solo…

Ti metti al riparo nel caso in cui la situazione lavorativa dovesse peggiorare.

Se, nel frattempo, trovi lavoro… tanto meglio. Quell’attività online te la ritrovi, la vendi, continui a lavorarci. Insomma, fai quello che vuoi.

Però, hai un asset strategico per il futuro.

Ok, tutto bello… ma come si fa?

Era l’inizio del mio “viaggio” e già partiva male.

Sentivo la presenza di una creatura inquietante.

Ero terrorizzato.

È un mostro feroce, capace di colpirmi con crudeltà e di lasciarmi inerte, ad annegare nel mare della mia mediocrità.

Te lo presento nella prossima pagina.

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